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Si può vivere con 270 euro al mese?

Ci soffermiamo molto sulla terminologia corretta, su come dobbiamo chiamare una persona portatore di un handicap ma non ci preoccupiamo per nulla della dignità di chi lo vive.

Il rispetto verso le persone non si misura attraverso la definizione con cui li identifichiamo, ma attraverso gli strumenti che mettiamo a loro disposizione affinchè possano condurre una vita dignitosa.

E tra gli strumenti non è possibile dimenticare lo strumento economico. Come è possibile garantire la dignità se non garantiamo l’autonomia economica?

Basta guardare gli importi delle pensioni di invalidità per farsi un’immagine di dove sia finita la grande civiltà di questo paese.

Ma finchè non ci capita di vivere in prima persona queste problematiche non ci rendiamo conto di quale sia la situazione in cui è costretto a versare chi già sta combattendo una propria battaglia per la vita.

I nuovi importi che saranno corrisposti nel 2020 agli invalidi aventi diritto alla pensione di invalidità (invalidi civili al 100%) sono presto detti:

  • la pensione di invalidità passa da € 285,66 del 2019 a € 286,81 per il 2020;
  • l’assegno di accompagnamento passa da € 517,84 del 2019 a € 520,29 per il 2020.

Se va bene la somma delle due arriva a € 807,10

Il reddito di cittadinanza può arrivare a € 780 mensili.

La cifra che lo stato investe per ogni migrante, dopo il decreto Salvini, è di € 26,35 al giorno per un totale di circa 800 euro.

A un invalido civile al 100%  diamo 285 euro al mese per vivere, ad un immigrato o a un avente diritto al reddito di cittadinanza 800.

Balza agli occhi che qualcosa che non quadra.

La costituzione recita all’art. 2 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Ma l’uguaglianza non può essere solo teorica, e per essere uguali dobbiamo avere i medesimi diritti di base, tra cui anche il diritto ad un reddito che permetta la sussistenza.

285 euro al mese sono circa 9 euro al giorno, con i quali pagarsi una casa, la luce, il gas, il telefono, il cibo e spesso terapie specifiche, perché lo sappiamo bene come funziona la sanità: se paghi hai e non sempre chi è disabile è esente.

Mi si dice che questi importi bassi sono dovuti a una carenza di versamenti contributivi. Forse che qualcuno sceglie quando diventare disabile? E chi lo è dalla nascita?

Non credo che possiamo risolvere questo problema scendendo in piazza con i forconi, ma sicuramente possiamo creare un movimento di pressione che costringa chi ci rappresenta, a mettere mano a queste vergogne. Nel frattempo possiamo sviluppare un circuito che si occupi con concretezza di queste problematiche. Anche questo è Comunità Etica.

Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Nato a Fontanafredda (Pordenone) l’11 marzo 1958. Sposato e poi, come molti, divorziato. Dal 1987 ha operato nel settore del benessere, prima come direttore nei corsi di formazione professionale e poi nella gestione di centri benessere. Nel 2010 incontra Stefania con cui ricomincia una seconda vita e dà inizio al progetto sociale di Comunità Etica. Dal 2017 si dedica dunque alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in tutta Italia. Ha pubblicato tre libri. È il fondatore del servizio di Tutela Legale Etica, uno strumento per difendersi dalla schiavitù del debito. È Presidente della Cooperativa OPES (Organizzazione per la Promozione di un’Economia Sostenibile). Direttore della testata online CambiaMenti. Da sempre attendo alle problematiche sociali, attualmente ricopre il ruolo di Presidente Nazionale di Comunità Etica.
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Il presidente di Comunità Etica
Giacinto Cimolai