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A chi giovano i decessi da Covid?

Cui prodest (a chi giova) è l’incipit di una frase pronunciata da Medea (una figura della mitologia greca) nell’omonima tragedia di Seneca: “Cui prodest scelus, is fecit” la cui traduzione in italiano è: “Ha commesso il crimine colui al quale esso giova“)

L’ISTAT il 30 marzo pubblica una nota “aggiornamento dei decessi giornalieri per il complesso delle cause”.

Come sempre i dati vanno letti e interpretati.

L’Istat evidenzia che nei primi due mesi (gennaio-febbraio 2021) i decessi totali sono aumentati di 1.125 unità.  La media era di 125.741 negli anni 2015-19 e sono stati 126.866 quest’anno. 

Se però noi prendiamo la media dei decessi Covid giornalieri, che ci vengono propinati da giornali e telegiornali, e facciamo due conti, avremmo una somma di circa 23.600. (59 giorni per 400 morti)

Ne consegue che i decessi per cause diverse dal Covid, tumori, problemi di cuore, infezioni, influenza, e tutte le altre cause di morte, sono diminuiti nel medesimo periodo di oltre 22.000 unità.

Una prima domanda si impone immediatamente a qualsiasi persona che non abbia spento completamente il proprio cervello: è ragionevole pensare che improvvisamente la miglior terapia per tumori e infarti sia la mascherina e il distanziamento, piuttosto che la chemioterapia e le statine? 

Se fosse così, questa dovrebbe essere la notizia, perché avremmo trovato la terapia “miracolosa” per due cause di morte tra le più diffuse e dovrebbe essere sulle prime pagine di tutti i giornali. 

E allora se i dati ufficiali sono questi, perché nessuno ne parla? 

Abbiamo avuto circa 23.000 morti di Covid nei primi due mesi del 2021 ma abbiamo avuto anche circa 22.000 morti in meno per le altre cause

Ma allora il lockdown e le mascherine non hanno abbattuto il virus, ma hanno drasticamente diminuito tumori, infarti e polmoniti di stagione?

E’ ragionevole pensare che improvvisamente abbiamo debellato il virus dell’influenza stagionale? 

E se fino ad oggi i medici ci hanno sempre suggerito l’esposizione alla luce per migliorare i livelli di vitamina D e rafforzare le difese immunitarie, come mai oggi si propone come terapia la chiusura in casa?

Non è quindi un po’ assurdo sostenere che i morti non di Covid si siano ridotti di circa 22.000 grazie al lockdown?

O forse non è più logico pensare, considerato che i decessi totali sono pressochè uguali al medesimo periodo negli anni precedenti, che le morti classificate di Covid  siano invece dovute ad altre cause? 

Ecco che a questo punto ci viene in aiuto l’incipit cui prodest, perché soltanto cercando di capire a chi giova questa interpretazione, possiamo dare una lettura oggettiva di quanto sta accadendo. 

Perché nessuno evidenzia questa realtà? 

E’ ragionevole pensare che la notizia sia sfuggita a tutti? O forse è più ragionevole ritenere che stampa e politica sono tutti allineati all’interno di un grande inciucio finalizzato a spartirsi una grande torta di denaro in arrivo dall’europa piuttosto che ad aiutare i milioni di cittadini che sono o stanno per essere ridotti alla fame? 

Se il lockdown non è la terapia per quale motivo siamo ancora, dopo oltre un anno agli arresti domiciliari?

Non è forse allora ragionevole dubitare di una scienza che è diventata un “dogma di fede” e di una politica che vuole portare alla distruzione un paese che rappresentava la quarta potenza mondiale per completare la svendita dello stesso?

Potremmo continuare ancora con le domande, perché l’esercizio socratico del dubbio non solo è legittimo, ma anche ci permette di prevenire un maggior danno. 

Dobbiamo di fronte ad ogni notizia chiederci a chi giova. Dobbiamo riprenderci la conoscenza per riaccendere la speranza. E soprattutto, dobbiamo decidere che fare

Non è più tempo di rivoluzioni, ma non è nemmeno più tempo per stare alla finestra. 

Ora è il momento di tirarci su le maniche, di mettere in disparte gli elementi divisivi e raccogliere quelli che ci uniscono, perché chi governa utilizza il millenario principio “divide et impera” per mantenere e rafforzare il potere di pochi su molti e noi dobbiamo essere uniti per difendere la dignità e il diritto alla vita di molti. 

Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Nato a Fontanafredda (Pordenone) l’11 marzo 1958. Sposato e poi, come molti, divorziato. Dal 1987 ha operato nel settore del benessere, prima come direttore nei corsi di formazione professionale e poi nella gestione di centri benessere. Nel 2010 incontra Stefania con cui ricomincia una seconda vita e dà inizio al progetto sociale di Comunità Etica. Dal 2017 si dedica dunque alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in tutta Italia. Ha pubblicato tre libri. È il fondatore del servizio di Tutela Legale Etica, uno strumento per difendersi dalla schiavitù del debito. È Presidente della Cooperativa OPES (Organizzazione per la Promozione di un’Economia Sostenibile). Direttore della testata online CambiaMenti. Da sempre attendo alle problematiche sociali, attualmente ricopre il ruolo di Presidente Nazionale di Comunità Etica.
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Giacinto Cimolai