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Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente: da Conte a Draghi i debiti li paga sempre il popolo bue.

Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è una verità italiana: tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è.

E’ proprio quello che sta accadendo: tutto è cambiato, il migliore, Draghi, alla guida di un governo “nuovissimo”. Tutti assieme, escluso uno, per risolvere l’emergenza o per difendere i propri privilegi?

Suspance fino all’ultimo per i provvedimenti relativi alle cartelle esattoriali e agli aiuti alle imprese e alla fine i soliti provvedimenti che potremmo riassumerli in un: arrangiatevi!

Il tema del “condono” delle vecchie cartelle esattoriali che poteva essere esplosivo per una maggioranza che sta assieme solo per la difesa della poltrona, si è risolto in una presa in giro. La montagna ha partorito il topolino.

Alla fine scompariranno solamente le cartelle dal 2000 al 2010 compreso e solo per quei debitori che abbiano un reddito nel 2019 inferiore a 30 mila euro.

Vengono cioè cancellate quelle cartelle che, per la maggior parte, sono già tecnicamente prescritte perché, dopo 5 anni, tutte le cartelle esattoriali, salvo atti interruttivi, si prescrivono. I nostri grandi legislatori hanno semplicemente ratificato una situazione di fatto, evitando di costringere milioni di persone a spendere anche i soldi per l’avvocato per tutelare i propri sacrosanti diritti.

Quindi, di fatto, hanno cancellato quello che doveva già essere cancellato.

Rimangono invece in piedi tutte le cartelle dal 2011 in poi.

Ma chi potrà pagare questo debito sommato a quello che è stato maturato dall’inizio della pandemia ad oggi?

Nulla è cambiato: da Conte a Draghi, il minestrone non cambia. I debiti li paga sempre il popolo bue. Becchi e bastonati: devi pagare ma non puoi lavorare,  perché altrimenti il virus si diffonde.

E che dire degli aiuti alle piccole imprese?

Al di là dei tanti discorsi contorti, per far in modo che non si comprenda il succo delle decisioni, che cosa viene promesso alle piccole aziende?

Se hai perso almeno il 30% del tuo fatturato nel 2019 e sei sotto il 100mila euro di imponibile ti diamo un contributo pari al 30% della perdita subita. Tradotto se hai perso almeno 30 mila euro ti diamo 1500 euro. E che cosa ne facciamo di 1500 euro? Paghiamo le cartelle esattoriali? Cosa cambia rispetto ai 600 euro di Conte?

Ma ci rendiamo conto che da gennaio ad oggi siamo stati in balia delle zone rosse, giallo, arancio? E che di conseguenza anche se ufficialmente aperte moltissime delle piccole aziende hanno avuto costi ma non ricavi?

Draghi è senz’altro migliore di Conte, fa quello per cui è stato chiamato in campo in silenzio, senza tante conferenze stampa e nessuno protesta.

In altri tempi, non molto lontani, sarebbe stato immediatamente proclamato uno sciopero generale, che avrebbe portato alla caduta del governo. Oggi invece no, oggi dobbiamo anche dire “grazie padrone” per l’elemosina che ci hai fatto.

E nel frattempo che il padrone del vapore ci addestra all’obbedienza più assoluta, la sinistra, quella sinistra che avrebbe dovuto storicamente difendere le classi più deboli, pensa unicamente alla spartizione delle poltrone e quelli che dovevano cambiare tutto al grido “vaffanculo”, ci stanno portando al baratro.

Come diceva Einstein non puoi pretendere che cambi la reazione finale se non cambi l’azione. Se continuiamo ad obbedire per la paura del virus, senza reagire, ci salveremo dal virus ma moriremo dalla fame.

 

Giacinto Cimolai

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comunitaetica.it creato da @federicomodica | maggio 2020

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