comunitaetica.it

Se sembra impossibile allora si può fare

il-sogno

Mamma colpita per la terza volta da un tumore con un figlio autistico viene licenziata per aver superato il numero massimo di assenze per malattia. Dopo non poche peripezie gli viene concessa la pensione di invalidità: 513 euro al mese con cui dovrebbe vivere, nutrirsi, curarsi, vestirsi, pagarsi una casa, le utenze e soprattutto un’assistenza 24 ore su 24.

Questa è una delle tante storie drammatiche che potrebbero colpire ognuno di noi, la storia di una mamma che ben conosco, che con grande dignità e coraggio continua a dedicarsi al proprio figlio che necessita di assistenza continua. Un ragazzo di una sensibilità unica, colpito dall’autismo: sembrerebbe dopo una vaccinazione.

Purtroppo non è assolutamente un caso isolato, sono circa 4 milioni gli italiani in queste condizioni, spesso giovani, abbandonati al punto tale che desiderano solo di morire.

Lo Stato non ha soldi, è in crisi. Quello Stato che non ha soldi per chi è stato meno fortunato nella vita, per chi sta soffrendo e non ha più le capacità produttive è lo stesso stato che poi in nome di un “progressismo umanitario” accoglie a braccia aperte le migliaia di emigranti che vengono da tutto il mondo spendendo ogni giorno per ogni migrante 35 euro se maggiorenne e 45 se minorenne per un totale mensile di 1050 e di 1350 euro.

Quindi, per una persona nata in Italia e che spesso ha lavorato una vita pagando tasse e contributi, lo stato spende 513 euro, mentre per uno straniero giovane, in buona salute che quasi sempre non sta richiedendo asilo politico ma sta cercando “fortuna” e spesso è anche propenso al crimine, questo stato  trova la disponibilità per spendere più del doppio.

Lo so, il discorso è molto più complesso: la questione della migrazione è anche legata ai grandi traffici illeciti nel mondo e ai legami con la politica: traffico di droga, traffico d’armi, traffico di esseri umani (migranti) e ci aggiungerei grande finanza che, pur operando nell’ambito di una legalità ha condizionato e rovinato migliaia di persone.

Qui però,  vorrei solo riportare alcuni dati che facciano riflettere. Il problema non è essere o meno solidali con chi proviene dalle aree povere del pianeta. Se posso aiuto al di là del colore della pelle, della religione, della provenienza.  Il problema non è nemmeno la mancanza di fondi: per il 2017 il governo ha assegnato per la “non autosufficienza” 450 milioni ma nello stesso anno ne ha assegnati ben 4.6 miliardi di euro per i migranti, un miliardo in più del 2016. E teniamo ben presente che i disabili gravi sono circa 4 milioni, ben di più dei richiedenti asilo. Questo stato stanzia 10 volte di più per gli stranieri verso i quali non ha nessun obbligo e non ha soldi per permettere una vita dignitosa e percorsi riabilitativi a chi è nato in questo paese e ha pagato le tasse in questo paese.

Non parliamo poi delle banche, negli ultimi 6 anni, a spanne, lo stato ha garantito 85 miliardi alle banche:per loro i soldi si trovano sempre anche in pochi giorni, in nome di una tutela del risparmiatore che poi invece si ritrova ad aver perso tutti i risparmi di una vita e si modificano anche le leggi per depenalizzare alcuni reati: vedi la vicenda delle banche venete.

Il problema non è quindi la crisi, la mancanza di soldi: il problema è chi ci governa. E da qui che dobbiamo partire per un cambiamento radicale, un cambiamento che metta l’UOMO al centro dei programmi, un cambiamento che dia dignità ad ognuno ma soprattutto a chi dalla vita ha avuto meno fortuna.

La civiltà di un paese si misura anche dalla capacità che dimostra nell’occuparsi dei più deboli. Il problema vero non sono i migranti,  i vitalizi, le auto blu, i privilegi della casta: certo, sono anche questi e sono gravi ma il problema di fondo è garantire la dignità umana ad ogni essere, che non può essere disgiunta dalla garanzia di un reddito che permetta  una indipendenza economica.

Ed è dalla tutela delle figure più deboli che deve partire ogni programma che voglia ridare dignità all’UOMO: gli anziani perché sono il nostro passato e ci hanno permesso di essere qui ora, i disabili perché hanno avuto meno fortuna dalla vita e sono dotati di sensibilità spesso eccezionali, i bambini perché rappresentano il futuro, le donne perché nonostante tutte le conquiste sono una parte debole e non vanno rinchiuse in una riserva tutelate dalle quote rosa, chi è senza lavoro perché senza autonomia economica  non vi è dignità.

Oramai è partita la corsa ad una nuova poltrona, scissioni, nuovi partiti, nuove coalizioni, parole roboanti e incomprensibili ma concretamente nessuno sta facendo proposte concrete e immediate per gli oltre 18 milioni di italiani che secondo l ‘ISTAT non arrivano a metà del mese. Eppure le soluzioni ci sono a portata di mano basta cambiare il paradigma della politica e mettere l’UOMO AL CENTRO. Non sarà certo il reddito di inclusione che come gli 80 euro di Renzi non sono altro che manovrine elettorali per prendere voti a risolvere i problemi.  Sembra impossibile cambiare questo paese ma se ognuno ci metterà il suo piccolo contributo togliendo il voto a questi dinosauri della politica che si riciclano da una vita,  si può fare.

condividi:

comunitaetica.it creato da @federicomodica | maggio 2020

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ricevi in anteprima tutte le novità, i nostri articoli e gli inviti ai nostri eventi.